Introduzione
L’approfondimento sull’alimentazione nell’antica Roma, con un occhio attento all’archeometria, ci immerge in un viaggio nel cuore delle abitudini culinarie di un’epoca ormai sepolta. Attraverso l’esplorazione dei siti di scavo a Pompei ed Ercolano, unita all’analisi dei reperti, possiamo delineare dettagli inediti sulla tavola degli Antichi Romani e sulla produzione vinicola che ha plasmato la loro esperienza gastronomica.
Luoghi di Scavo: Porte Aperte su una Cucina Seppellita dal Vesuvio

Pompei
Il sito archeologico di Pompei, sommerso dalle ceneri del Vesuvio nel 79 d.C., ha rivelato una ricchezza di informazioni sull’alimentazione romana. Le case, con le loro cucine ben conservate, offrono un’istantanea della preparazione quotidiana dei cibi. Anfore di garum, una salsa di pesce amata nell’antica Roma, sono emerse nei resti di botteghe e abitazioni, testimoniando l’importanza di questo condimento nella cucina dell’epoca.
Ercolano
A Ercolano, la vicina città sepolta, gli scavi hanno svelato una serie di panifici con forni ancora intatti. Le analisi archeometriche su residui carbonizzati di pane hanno rivelato la presenza di cereali come farro e orzo, sottolineando la diversità nella preparazione del pane a seconda delle regioni.
Archaeometria e Dieta Romana: Un Approccio Scientifico
L’archeometria gioca un ruolo cruciale nel comprensione della dieta romana. L’analisi dei residui organici, inclusi ossa animali e resti vegetali, fornisce dettagli sulla composizione del pasto quotidiano. Isotopi stabili nei resti scheletrici umani indicano le fonti proteiche predominanti, evidenziando l’importanza del maiale nelle tavole romane.
Il Vino e i Vitigni di Pompei: Un Gusto del Passato
Il vino, pilastro delle festività e delle relazioni sociali, trova la sua storia nei vigneti circostanti Pompei. Vitigni come l’Aglianico e il Piedirosso, coltivati nelle fertili terre vulcaniche, conferivano ai vini locali un carattere unico. Analisi del DNA su semi di vite conservati nelle antiche anfore svelano le radici genetiche dei vitigni utilizzati, offrendo una visione dettagliata del patrimonio viticolo dell’epoca.
Conclusioni: Un Banchetto di Conoscenza Archeometrica
In chiusura, l’approccio archeometrico alle testimonianze alimentari a Pompei ed Ercolano svela dettagli affascinanti sulla vita quotidiana degli Antichi Romani. La cucina, con la sua diversità e complessità, si intreccia con la viticoltura locale, trasportandoci in un’epoca ormai perduta. Questo approccio multidisciplinare ci permette di svelare i segreti della tavola romana e ci invita a condividere il banchetto della conoscenza archeologica che continua ad emergere dai siti sepoli dall’eruzione del Vesuvio.


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