Questa volta non parliamo di affreschi o di terme, parliamo di materiali e testimonianze scientifiche sul ritrovamento di elementi che ci aiutano a ricostruire la dieta degli antichi pompeiani. Come erano allevati pecore, capre e suini, ma anche come erano sfruttate le risorse acquatiche e coltivati i cereali e i legumi nell’antica Pompei?
Questa è la domanda da porsi per comprendere al meglio gli sviluppi moderni dell’archeobotanica e dell’archeozoologia.

Negli ultimi scavi di Pompei, una serie di materiali archeobotanici e archeozoologici, oggi oggetto di una pubblicazione su Scientific Reports, sta restituendo preziose informazioni sulla vita quotidiana nell’antica città romana.
1. I reperti: più che oggetti, fonti di conoscenza
Gli studi si sono concentrati su semi carbonizzati, resti vegetali (come frutta, cereali, legumi) e ossa animali, tutti ritrovati in condizioni eccezionali grazie alla cenere vulcanica che li ha preservati. Questi reperti forniscono una testimonianza diretta della dieta, delle coltivazioni e delle pratiche zootecniche dei pompeiani dell’epoca.
2. Cosa ci raccontano
- Alimentazione quotidiana: le specie vegetali individuate, insieme ai resti animali, delineano il consumo reale della popolazione, andando oltre la tradizionale immagine della cucina romana aristocratica.
- Economie domestiche e di sussistenza: dalla coltivazione del grano e delle leguminose alle farine, fino all’allevamento di animali come capre e suini.
- Gestione del territorio e agricoltura locale: le scelte alimentari riflettono la struttura agricola, la disponibilità locale delle risorse e le tecniche di produzione.
3. Il rigore della divulgazione scientifica
Il fatto che tali scoperte siano pubblicate su una rivista di altissimo livello come Scientific Reports sottolinea la robustezza metodologica degli studi. Tecniche avanzate – inclusa la micro-morfologia dei residui e l’analisi chimica – garantiscono un quadro rigoroso e affidabile della vita quotidiana a Pompei in epoca romana. A tal proposito la dottoressa Chiara Comegna, archeobotanica del laboratorio di ricerca del Parco Archeologico di Pompei, ha rilasciato un’intervista per ArkeoGustus:
Molti di questi reperti sono, di fatto, prodotti impiegati nell’alimentazione ma le informazioni che restituiscono non riguardano solo la selezione e il consumo del prodotto. Le analisi specialistiche sono in grado di rivelare anche dettagli sulle pratiche di gestione delle risorse disponibili da parte dell’uomo individuando anche una diversificazione nelle tecniche di allevamento e di produzione in base alle specie.
Ad esempio, quella di maiali e polli era una dieta varia, fatta soprattutto di scarti dell’alimentazione umana, indice del fatto che vivevano in grande connessione con l’uomo. Per quanto riguarda le produzioni, è evidente che queste fossero frutto di una grande conoscenza delle caratteristiche del suolo locale, dimostrato dalla preferenza di produzione di leguminose e in particolare fabacee.
La ricerca riguarda le risorse alimentari di Pompei, partendo da una base scientifica – analisi degli isotopi (atomi che hanno numero atomico, ma massa atomica diversa) del carbonio e dell’azoto – al fine di indagare la dieta degli antichi pompeiani, l’accesso alle risorse vegetali e animali, le pratiche di agricoltura e allevamento.
“La ricerca continua anche dopo lo scavo; anzi, come mostra questo studio, un attento esame di testimonianze portate alla luce anche tempo fa, grazie all’uso di analisi e metodologie nuove, ci apre interi orizzonti di cui prima non avevamo idea. – sottolinea il Direttore del Parco archeologico, Gabriel Zuchtriegel – Se un terzo della città antica di Pompei è ancora non scavato, la mole di dati potenzialmente ricavabile da analisi come queste non è nemmeno quantificabile, perché dipende dal progresso tecnologico e metodologico in corso. Sicuramente investiremo ancora nello studio dei resti umani e dei materiali organici a Pompei che riservono ancora molti segreti da svelare.”
Questi materiali non sono semplici resti: sono archivi di memorie quotidiane, silenziose ma eloquenti. Ogni seme, ogni osso, ogni resto vegetale apre una finestra su ciò che i pompeiani coltivavano, mangiavano e credevano possibile per sé stessi. È sorprendente pensare che, a 2.000 anni di distanza, possiamo ancora “assaggiare” Pompei, grazie alla scienza e alla passione dei ricercatori.

Possiamo affermare che le percentuali indicano una maggiore tendenza all’alimentazione ricca in cereali e leguminose, frutta fresca e secca. La carne occupa una fetta varia ma ridotta, indicativa del fatto che gli animali, prevalentemente, erano utilizzati per allevamento.
Bibliografia consigliata
Studi specifici su materiali botanici e faunistici a Pompei
- Frederick G. Meyer, Carbonized Food Plants of Pompeii, Herculaneum, and the Villa at Torre Annunziata, Economic Botany (New York Botanical Garden, 1980) Wikipedia
- F. Donald Pate, Stable Carbon and Nitrogen Isotope Evidence for Dietary Variability at Ancient Pompeii, Italy, Mediterranean Archaeology and Archaeometry (2016) maajournal.com
- Cristiano Vignola et al., The vegetation reconstruction of the Pompeii area between the 1st millennium BC and AD 79, presentazione al Mediterranean Palynology Societies Symposium, Modena, 2021 Iris
- Organic Matter from the Fields, “Pompeii Commitment” (2021): inventario dettagliato di reperti organici carbonizzati (mandorle, fichi, datteri, pinoli, uova in argilla, garum, ecc.) pompeiicommitment.org
Studi e riflessioni sul paesaggio, i giardini e le risorse vegetali
- Annamaria Ciarallo, Verde pompeiano, Napoli: L’Erma di Bretschneider, 2001 Wikipedia
- A. Ciarallo (a cura di), Gli spazi verdi dell’antica Pompei, Roma, 2012 OpenEdition Books
- Fabrizio Paolucci (a cura di), “Homo faber natura: scienze e tecnica nell’antica Pompei”, Archeologia Viva n. 75, maggio/giugno 1999 archeologiaviva.it
Ricostruzione ambientale e paesaggio
- Studio palinologico della campagna pompeiana e della pianura alluvionale del Sarno, Mediterranean Palynology Societies Symposium, Modena, 2021 (Vignola et al.) Iris
- Studio sulla flora e il legno a Pompei e dintorni: dendrocronologia, reperti lignei, contesto Averno / Campania (cfr. recensione su The Natural History of Pompeii) Bryn Mawr Classical Review
Approcci metodologici e interdisciplinari
- David Mimno, Reconstructing Pompeian Households, arXiv, 2012: approccio dati-driven all’archeologia domestica pompeiana arXiv
- Massimo Osanna, Giulio Magli e Luisa Ferro, Gromatics illustrations from newly discovered pavements in Pompeii, arXiv, 2019: studio dei decori connessi all’ordering urbano e cartografico romano arXiv
- W. R. P. Bourne, Bird at Pompeii, Nature, 1977: breve nota naturalistica su avifauna a Pompei Nature

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